Tra radioamatori e “Old Man”

ARS Amateur Radio SocietySpesso penso ai risultati che A.R.S. Italia ottiene, alle tappe ed obiettivi che raggiunge, alle sue prospettive. È quasi costante, il pensiero: ciascuno di noi, Soci, dovrebbe averlo. È un dovere pensare a come contribuire allo sviluppo della Society. Non credo sia pretendere molto: spesso ho detto che il mondo dei Radioamatori, migliaia, potrebbe ridursi tranquillamente a poche centinaia di O.M.
Sì, perché il mondo dei Radioamatori, è molto diverso da quello degli O.M. se proprio volessimo dare un significato alle due locuzioni.
Tutti siamo Radioamatori, pochi gli Old Man, la “patente” non ci qualifica come Old Man.
La nostra Associazione, che in due anni ha più raddoppiato i numeri, che è stata riconosciuta come O.d.V. con i vantaggi che conosciamo, che è impegnata a costruire un gruppo di Pc qualificato insieme ad R.N.R.E., che è risuscita a diversificare i servizi senza costringere nessuno a comprare, a scatola chiusa, pacchetti preconfezionati, che cerca di tutelare legalmente i Soci, che risponde in tempo quasi reale alle Loro richieste, che edita un Notiziario, “La Radio” scaricabile gratuitamente, cerca di dare un significato alla manifestazione della volontà di essere Socio. Tenta di far capire che essere Socio passivo di una realtà che intende l’appartenenza come espressione di Valori ancorchè di semplice volontà, significa ricevere e donare paritariamente.
Molti Soci hanno ben interpretato questo spirito, basta leggere gli articoli sul nostro sito. Altri contribuiscono diversamente: chi scrive di cose tecniche, chi è impegnato nella Pc, c’è anche chi fa veramente poco.
Ma ci sta, è normale, l’importante è che questi ultimi siano una sparuta minoranza e soprattutto non si ergano a censori.

Del resto non tutti hanno certe possibilità, non tutti hanno grande volontà, preferiscono coltivare il loro piccolo orto.

E’ nostro compito spronare tutti, coinvolgerli, stimolarli, magari si appassionano. Lo facciamo tutti i giorni. Chi vuole conoscerci si avvicina ai nostri social, ci studia poi esplicita la sua volontà. Ci contatta, anche per telefono, cercando di saperne di più. Lì capisce che tentiamo di fare le cose per bene, che diamo consigli opportuni e sconsigliamo quando è necessario.
Un mio caro amico scrive spesso che “non si sceglie ma si viene scelti”.

È così anche in A.R.S. Italia; c’è una procedura per entrare e se non abbiamo chiara la situazione, gentilmente rifiutiamo.

Da noi vige un sistema di regole, come nelle altre Associazioni, che qui devono essere rispettate da tutti. C’è un malvezzo tra i radioamatori (con la “r” minuscola) in generale: si ha poco interesse nella lettura degli Statuti e dei vari regolamenti. Sono quelle cose che danno il “tempo” come in uno spartito, alla vita della Society.

È proprio da una loro attenta e analitica lettura, sebbene sia un po’ scocciante, che ci si rende conto di poter o non poter far parte di un gruppo, se si possono condividerne i principi, quali sono i propri diritti. Se non si parte da li a volte si rimane delusi, si pensa chissà che e si finisce per rimanere con un pugno di mosche in mano.

Il finale voglio riservarlo ad un appello:

Il nostro mondo è fantastico, nell’accezione precisa del termine. La Radio implica un certo grado d’immaginazione quando colleghiamo un O.M. all’altro capo del mondo. Oggi ci sono i social, basta cercarli è si ha l’identikit del nostro interlocutore. Di più: i clustrer danno immediatamente un collegamento web alla pagina di riferimento su qrz.com
Restiamo però, attaccati al nostro primitivo spirito di conoscere l’altro, di “indagarlo”, di capire chi è e cosa fa.

Credo che sia lo spirito giusto per diventare un buon O.M. o rimanere uno dei tanti tuttologi fra quelli che affollano Internet.

Noi siamo Old Man, non dimentichiamolo mai.

73s de IK8LTB

 

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